Avanti Nanu, ora non sei più solo



Cancellato il Partito dei Semplici, folgorate anche in settimana le avanguardie sulla via di Damasco, è arrivata per l’Arezzo una sconfitta che non sfascia l’ambiente come a Viareggio. Pur sempre di ko si tratta, però. Il credo calcistico di Galderisi, fatto di partite giocate a pallone e di vittoria da ricercare sia in casa che fuori (dalla scorsa settimana condiviso anche dai nostalgici) può incappare pure in “vuoti” di risultato. Come ieri a Sorrento. Francamente, dopo tredici punti nelle ultime cinque partite, non c’è da drammatizzare. E’ calcio vivo, da grandi numeri.
 Mentalità, preparazione, aggressività e se vogliamo rischio: gioco del pallone da numeri alti per scaraventare subito via lo sporco zero a zero che serve alla retrocessione. Così capita di farne due e prenderne tre e se proprio deve succedere, come ieri, in mano resta la prestazione, l’identità, lo spirito nel cercare di prendere i tre punti, il modo di porsi al cospetto di difficoltà e avversario. Qualità, anche secondo l’allenatore, salve. Ed è da quello che si riparte. Subito, fra due giorni. In casa, nel recupero contro il Lumezzane. Ironia della sorte una partita che proprio e solo da ieri sera, è diventata uno scontro diretto. Il Lume è infatti sesto in classifica, a tre lunghezze dall’Arezzo: è la formazione, al momento, dalla quale guardarsi le spalle per mantenere la posizione play off, mentre per il discorso di testa il Novara ha guadagnato ieri sugli amaranto un solo punto. Ed è la sfida, quella di mercoledì pomeriggio, prima di un trittico che dirà all’Arezzo chi è e dove può andare davvero: domenica ecco la trasferta a Benevento, poi si torna al Comunale contro un’altra big: la Cremonese. Da buttare restano, per terribile coincidenza, quelle due reti prese all’inizio dei tempi, nel giro di trenta secondi. Incomprensioni troppo brutte per essere vere. Ma c’è serenità (un po’ meno nei confronti delle sviste arbitrali) per ricominciare a guardare in alto e Nanu, l’Arezzo, stavolta non sarà più solo.

Federico Sciurpa

Nessun commento:

Posta un commento