Cultura, battaglia a carte coperte



Gelato. Congelato. Quasi spazzato via alla prima tramontana fuori stagione. Il dibattito sulla cultura che aveva animato l’estate aretina sembra nato morto. Sembra. In realtà la partita cominciata a carte scoperte - Comune da una parte e le associazioni dei festival dall’altra - è tornata al “nascondino”. Succede, capita, quando si è ottenuto un tavolo, cominciato un confronto. La partita d’altra parte è grossa e le posizioni si devono delineare, consolidare. Quella dell’amministrazione è piuttosto chiara, così come la strategia. Quella di Neo-on (i Festival aretini confederati) pure, solo che rappresenta tante realtà e deve convincersi sul “chi è e dove vuole andare”.


E’ evidente che la proposta finale del Comune, al di là dei fumogeni retrò (se Tafuro è meglio di Valenti, più chiaro e trasparente ecc. ecc.) sarà quella di tenersi stretto l’improbabile Play Art con le stampelle della bravura dei prodotti locali. Al Play l’organizzazione delle serate insomma, ai ragazzi invece riempire i flop degli ultimi anni, dalla letteratura, al teatro, agli artisti di strada. Elementare e necessario. E tante belle pacche sulle spalle.
La strana integrazione alla quale aspira di certo l’assessore De Robertis, non si contempla - almeno nelle idee all’origine dell’associazione - con le volontà dei “ragazzi”. Vogliono il loro Festival quelli di Neo-on, da protagonisti.
Un loro palcoscenico, con buona pace di tutto quello che c’è dietro. Una posizione corretta e netta che in queste ultime settimane però, sta passando alla revisione delle decine dei componenti di Neo-on che devono confrontarsi sui contenuti del confronto col Comune.
Tanto per semplificare il bivio dei “ragazzi” è questo: accettare una mediazione collaborando al Neo-on oppure chiedere un Festival autonomo con garanzie di spazi, risorse e visibilità. Accettare la prima - andiamo a caso ma non troppo - significa conoscere delibere, eventuali possibilità e modi di integrazioni, accettare un percorso di metodo che porti ad un progetto di collaborazione col Play, replicante “minimalista” di Arezzo Wave sciaguratamente mandato via. Diversamente bisognerà “trattare” col Comune uno spazio autonomo, un Festival che parte da zero, un progetto insomma, che prevede un altro mazzo di carte, certo diverso da quello intavolato dagli amministratori. Non sappiamo come andrà a finire.
Certo Neo-on pare aver già sdegnosamente rifiutato l’idea lanciata da Valenti di farsi avanti per organizzare il capodanno aretino. I festival poi, sopravvivono e c’è chi ci vive tutto l’anno, grazie al contributo (in senso lato) di Comune e Provincia. Appare più logico e naturale - come sta succedendo - assumere una posizione da colombe, invece che da falchi.
In ogni caso Neo-on, alla fine, prenderà la decisione migliore. La prima è quella di non perdere tempo, perché fra due mesi è Natale e le voglie di agosto sono passate da un pezzo.
Il tempo non gioca a favore di un progetto importante che deve nascere.
L’altra ragione è che la passione, la voglia di fare cultura in una città dove è sparito quasi tutto, non guarda in faccia a prezzi e convenienze. Soprattutto non sa cosa significa barare; ora che ha la possibilità di giocare.
Federico Sciurpa

2 commenti:

  1. Gianni Mutarelli24 ottobre 2009 15:11

    Intervengo per una richiesa di chiarimento che forse è alla base di tutto il dibattito.
    Sicuro che il Valenti sia stato mandato via? Chiedo da tempo, inutilmente, i dettagli sulla tempistica dei contatti tra Valenti, Brezzi e Fanfani, Dominici. E su quella trattativa che pare Fanfani scoprì avviata da un po' tra Valenti e il Comune di Firenze per trasferire lì AW. Se così fosse qualcosa cambierebbe, e il "povero" Valenti smetterebbe di passare per vittima...

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  2. Caro Gianni, per la tua richiesta sarebbe bello un dibattito pubblico fra il Comune e Valenti, confronto che a quanto ne so Valenti mai ha rifiutato anzi sollecitato. Il punto non è se ci sono boia o impiccati fra loro ma è partire dal dato di fatto che Arezzo ha perso un grande festival costruito dal basso e al suo posto è venuta fuori una alternativa che dopo tre anni è mezza finita.
    Ricordati che se una amministrazione vuole, trattiene chiunque tanto che c'è riuscita quella di centrodestra con una base che Arezzo Wave non lo voleva proprio. Quindi...
    P.S. Credo che continuerai a chiedere inutilmente fino a quando non li vedremo faccia a faccia. Presto mi auguro.
    Grazie per il post
    Federico

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