Sasà e il Monte diventa Mykonos

 Ecco Sasà. Lo chiamano il re di Mykonos, oppure il principe di Mikonos; per altri ancora è il re Nudo, per tutti l’Elefantino. Ex poliziotto, ex arbitro, fede di destra e devoto a Dio, Sasà è senza dubbio un personaggio. Sabato sera Primo maggio, lo stravagante e popolare vocalist, approda a Le Mirage di Monte San Savino: un assaggio d’estate in Valdichiana e un po’ di Grecia che non sia quella dei titoloni della crisi. Sasa’ spopola perché è una sorta di animatore delle feste che si tengono nella fantastica isola delle Cicladi, segnatamente al Tropicana.
 E’ un mito per chi frequenta l’isola greca soprattutto per le tante feste che vengono lì organizzate, eventi che passano alla storia, una rete di contatti che fanno invidia a qualsiasi organizzatore. Sasà è soprattutto l’elefantino, dicevamo. E' famoso per aver inventato un ballo, quello dell’elefante, appunto, nel quale indossa un tanga praticamente inesistente dal quale esce una proboscide che ad ogni festa assume forme diverse. ”Vengo chiamato “the king of Mykonos” - spiega Sasà - semplicemente perché mi conoscono tutti e perché ho introdotto una ventata di novità sull’isola”. Sasà è un uomo che vive per far divertire gli altri ma ha anche le sue convinzioni, ferme: “Sono un credente e continuerò a pregare affinché il mondo cambi, affinché ricchi e poveri vivano in uguaglianza, armonia e nel rispetto dei voleri di Dio. Si sono persi i valori importanti, come l’amore per la famiglia. Ognuno deve lottare e andare avanti, coscienti che i momenti brutti arrivano senza che tu possa fare nulla, quelli belli dobbiamo crearceli noi. Io a Mykonos ho creato una festa ricca di gioia, di libertà e fratellanza senza distinzione. Chiunque mi conosce a fondo mi ama chi invece giudica il libro dalla copertina non può che dire “scemenze” sul mio conto.” Sabato al Monte, eccolo Sasà. Prendere o lasciare.

Federico Sciurpa

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